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Derattizzazione

Gli insediamenti industriali e residenziali, nel nostro paese, possono essere infestati da tre  specie di roditori:
Mus Musculus, Rattus Norvegicus e Rattus Rattus.
La lotta a questi roditori nocivi deve essere effettuata con mezzi e prodotti adeguati per avere una reale efficacia a garantire la massima sicurezza per persone e animali.
La C.D.F. propone le metodologie più efficaci per combattere topi e ratti indesiderati, in qualsiasi ambiente,  con l’utilizzo di formulati rodenticidi tutti registrati al Ministero della Salute.
Laddove sia necessario utilizzare esche rodenticide, vengono applicati i dovuti sistemi per evitare l’intossicazione di animali non bersaglio o persone.
Questo è possibile con l’utilizzo di appositi erogatori di esca ancorati al terreno o alle pareti o altri accorgimenti fissi: si tratta di dispensatori chiusi a chiave e che permettono l’accesso soltanto ai roditori; all’interno degli erogatori l’esca è sempre bloccata in modo che i topi o ratti siano costretti a consumare l’esca in loco, senza poterla rimuovere e disperdere nell’ambiente.
Nei casi in cui i roditori si siano introdotti in abitazioni, uffici, o impianti produttivi si procede con l’installazione dei sistemi di cattura.
Per la prevenzione delle infestazioni, effettuiamo ispezioni mirate per applicare le dovute azioni di “Pest Proofing” (prevenzione delle infestazioni) negli edifici e di correzione delle condizioni ambientali o gestionali che favoriscono la presenza dei roditori.
Topi e ratti non sono la stessa cosa! Per combatterli è fondamentale conoscere le loro abitudini e i loro luoghi abituali di nidificazione e stazionamento. Solo a questo punto è possibile gestire un’efficace strategia di controllo.

Rattus Norvegicus

Il Ratto delle chiaviche o Surmolotto  (Rattus Norvegicus) è originario delle steppe dell’Asia a nord del Mar Caspio, ed è la specie di più recente acquisizione nell’ambito degli ecosistemi urbani. In Europa essa è arrivata all’inizio del XVIII secolo, quando in pochi decenni ha colonizzato la maggior parte del continente, giungendo anche in America sulle imbarcazioni. Specie assai prolifica, è quella di taglia maggiore tra quelle cosmopolite: gli esemplari adulti di maggiori dimensioni possono raggiungere i 500 grammi di peso, sebbene le dimensioni medie sono comprese tra i 250 e 400 grammi. Tra le specie cosmopolite è anche quella che attualmente presenta i maggiori rischi  dal punto di vista sanitario. Il Ratto delle chiaviche ha colonizzato gli ambienti maggiormente vicino all’acqua, quali fogne, fossi, canali, sponde di fiumi e corsi d’acqua in genere, nonché, scogliere, rive di laghi, porti ed altri ambienti umidi. Lo si trova anche nelle discariche, ed in ogni area in cui vi siano presenza di rifiuti ed opportunità di rifugio. E’ un abilissimo nuotatore, ed è in grado di scavare estesi sistemi di gallerie all’interno dei quali colloca il nido. E’ una specie estremamente adattabile dal punto di vista dell’alimentazione: si nutre di ogni genere di rifiuto, sia di origine animale che vegetale. In alcuni casi, è stata documentata la predazione a carico di altri vertebrati di piccola taglia, quali rane, uccelli, insettivori ed altri roditori. Il ratto delle chiaviche è una specie estremamente diffidente, che assume il suo fabbisogno giornaliero da poche fonti ben conosciute, diffidando dadi quelle nuove. Questo comportamento, presente anche nel Ratto dei tetti, è denominato “neofobico”, termine che sta ad indicare il timore verso gli oggetti non conosciuti.

Rattus Rattus

Il Ratto dei tetti o Ratto nero (Rattus rattus) è una specie originaria delle foreste dell’Asia equatoriale, ove conduceva una esistenza semiarborea. Fin dall’antichità, tramite i collegamenti navali con i paesi asiatici, la specie si è diffusa in tutto il mondo. Attualmente, la sua diffusione è maggiore rispetto a quella del Ratto delle chiaviche, sebbene è noto che l’arrivo di quest’ultima specie in numerosi paesi dell’Europa settentrionale abbia causato notevoli problemi di sopravvivenza al Ratto dei tetti. E’ una specie di taglia inferiore rispetto alla precedente, il cui peso medio oscilla fra i 100 e i 200 grammi, rispetto alla quale presenta anche un minore potenziale riproduttivo. E’ un abilissimo arrampicatore, in grado di muoversi con estrema velocità nelle chiome degli alberi, di scalare le pareti degli edifici o di percorrere agilmente sottili cavi sospesi. Si nutre in prevalenza di frutti e semi, soprattutto di piante arboree, ma anche di cereali e di cibo di origine animale. Il Ratto dei tetti si nutre anche della corteccia delle piante arboree, compiendo estese decorticazioni a carico dei rami. Tipicamente, il ratto dei tetti frequenta i giardini delle abitazioni, spingendosi sui tetti e nelle parti sopraelevate delle abitazioni. E’ una specie abitualmente presente nei depositi di cereali, nei mangimifici e negli allevamenti cinofili e zootecnici, nonché nelle industrie alimentari. Nell’ambito di queste strutture, frequenta soprattutto le zone maggiormente elevate, utilizzando le travi del soffitto ed i supporti per il passaggio dei cavi per gli spostamenti. Come il Ratto delle chiaviche, presenta spesso un comportamento estremamente neofobico. L’insieme di queste caratteristiche fa si che il Ratto dei tetti possa rivelarsi una specie particolarmente difficile da combattere.

Mus Musculus

Il topo domestico (Mus musculus) è una specie di piccola tagli, il cui peso medio degli individui adulti oscilla tra i 10 e i 24 grammi. Entità di probabile origine asiatica, è presente da numerosi millenni in associazione con l’uomo, sebbene in Italia la sua presenza non sia documentata prima dell’epoca romana. Attualmente, è il roditore maggiormente diffuso negli ambienti urbani, ove, grazie alle piccole dimensioni, riesce a colonizzare i recessi più disparati delle abitazioni, degli esercizi pubblici, delle attività industriali e dei magazzini. E’ una specie assai prolifica, in grado di riprodursi con continuità nel corso dell’anno qualora la disponibilità di cibo e le condizioni ambientali lo consentano. Il Topo domestico riesce a sfruttare  ogni tipo di residuo di alimentazione umana. La base della sua alimentazione è costituita dal cibo di origine vegetale, soprattutto cereali e loro derivati. E’ una specie in grado di sopravvivere senza assumere acqua per lungo tempo, caratteristica che gli consente di colonizzare numerose strutture inospitali per le altre specie cosmopolite. Il suo comportamento alimentare differisce sostanzialmente da quello dei ratti: esso trae il suo nutrimento giornaliero da parecchie fonti diverse, assaggiando tutto ciò che trova. Questo comportamento fa si che venga a volte definito una specie neofila, in contrapposizione al comportamento estremamente neofobico delle due specie di ratti.

Il controllo dei roditori: i metodi indiretti

Com’è ovvio, la pianificazione delle misure e degli interventi di controllo non può prescindere dal contesto ambientale in cui si opera. Sono infatti numerosi i fattori che determinano le strategie e, di conseguenza, i mezzi di controllo che di volta in volta è possibile utilizzare. Prima di passare in rassegna i principali sistemi diretti di controllo, è opportuno soffermarsi sui fattori che favoriscono l’insediarsi delle popolazioni di roditori negli ambienti urbani ed all’interno degli edifici e degli stabilimenti industriali.
È un fatto ben noto che la presenza dei roditori in un determinato ambiente dipende in larga misura dalla presenza di cibo e dalle opportunità di rifugio. Questi sono fattori limitanti per una popolazione, senza i quali essa non può trarre il proprio sostentamento. In generale, la presenza di vegetazione incolta offre indistintamente a tutte le specie possibilità di rifugio. In particolare, la presenza di vegetazione sulle sponde dei fiumi e dei canali costituisce un ambiente di elezione per il Ratto delle chiaviche. Anche gli accumuli di materiali di scarto, soprattutto se addossati alle pareti degli edifici, permettono l’annidamento dei roditori, favorendone la successiva penetrazione all’interno. La presenza di abbondanti depositi di materiali fa si che il posizionamento ed il controllo periodico delle stazioni di avvelenamento risulti molto più complicato, riducendo anche la possibilità che i roditori vi facciano ingresso.

Come è noto, una stabile presenza di rifiuti è di fondamentale importanza per la sopravvivenza dei roditori. Sebbene essi possono sopravvivere anche nutrendosi di numerose sorgenti di cibo presenti in natura, la disponibilità di fonti artificiali permette loro di insediarsi stabilmente in un conteso urbano.
Quando si opera all’interno delle industrie alimentari o degli esercizi pubblici, la prima cosa da verificare, è la possibilità d’ingresso dei roditori dall’esterno dell’edificio. Nella quasi totalità dei casi, le infestazioni prendono origine proprio da strutture carenti. A titolo di esempio, le fessure sotto le porte costituiscono inevitabili punti di accesso per i roditori di piccola taglia e, quando sono molto alte, anche per i ratti. Spesso gli ingressi possono avvenire ai piani superiori, soprattutto quando vi siano alberi con rami che si avvicinano ai cornicioni o piante rampicanti addossate alle pareti: è questa una situazione che favorisce soprattutto il Ratto dei tetti. Anche quando le porte siano a tenuta, bisogna verificare quanto esse siano tenute effettivamente chiuse: spesso i roditori possono fare il loro ingresso dalle porte tenute imprudentemente sempre aperte.
Una volta entrati, i roditori necessitano di alcune condizioni favorevoli per potere insediarsi all’interno dello stabilimento e riprodursi, incrementando così di numero e dando luogo all’infestazione. Innanzitutto, ci deve essere la possibilità di alimentarsi. Ad esempio, nelle industrie la cattiva gestione degli scarti di lavorazione o la presenza dei residui dovuti all’imperfetto operare delle macchine favorisce la presenza soprattutto del Topo domestico, ed in molti casi dei ratti. Ogni dispersione di sostanze alimentari accresce la competizione nei confronti delle esche, costituendo un ulteriore fattore fi complicazione.
La presenza di una grande quantità di fessure in comunicazione fra di loro costituisce un’importante possibilità di rifugio e di spostamento per i roditori. Una volta entrati, perciò, essi potranno insediarsi con facilità, ubicando al loro interno il nido e costituendo una rete di percorsi per spostarsi all’interno dello stabilimento. Le intercapedini dei muri offrono le condizioni ideali per l’annidamento e gli spostamenti degli individui, soprattutto quando esse siano ispezionabili con difficoltà.

In base a quanto appena esposto, è evidente che per sortire effetti apprezzabili, le attività di controllo vere e proprie devono essere procedute od affiancate da una serie di misure di sanificazione ambientale. Tali misure sono da considerarsi a tutti gli effetti interventi di controllo indiretti, la realizzazione ha una parte fondamentale nel successo della lotta contro topi e ratti. In considerazione di ciò, prima di intraprendere una qualsiasi forma di lotta, è necessario un monitoraggio ambientale. L’obbiettivo finale deve essere quello di diminuire il più possibile l’accoglienza dell’ambiente per i roditori sia in termini di opportunità di ricovero che disponibilità alimentari, preparando il terreno per gli interventi di controllo diretto.

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