deblattizzazione

Deblattizzazione

Blatte

Le specie di Blatte, presenti in Italia, che rappresentano un problema dal punto di vista igienico sanitario sono essenzialmente Blatta orientalis, Blattella germanica, Supella longipalpa e Periplaneta americana.
Sono considerate frequentatrici delle derrate, che contaminano con  escrezioni e secrezioni delle ghiandole repugnatorie, ma anche patogeni che possono essere pericolosi per l’uomo (Batteri, Protozoi, Nematodi). Il ciclo di sviluppo comprende gli stati di uovo, neanide, ninfa e adulto. Le uova vengono deposte in una oteca, struttura costituita dal secreto di ghiandole annesse all’apparato riproduttore femminile che ricopre le uova e che si indurisce al contatto con l’aria, formando un astuccio di protezione.
Il ciclo di sviluppo è diverso a seconda della specie ed è influenzato dalle condizioni ambientali.

Ambienti colonizzati da Blatte
Gli ambienti più frequentemente colonizzabili da parte delle blatte sono quelli caldo umidi. Nelle industrie alimentari ciò si verifica in particolare nelle celle di lievitazione, nei pressi dei forni di cottura, lungo i tubi in cui scorre acqua calda o passa il vapore, vicino ai lavandini e tombini. Si trovano frequentemente anche in bar, ristoranti, ospedali, mense, abitazioni, mezzi di trasporto, stazioni, ecc. Generalmente le blatte sono insetti lucifughi che si muovono per lo più con l’oscurità. Quando vengono viste camminare anche di giorno, di solito significa che l’infestazione è elevata. Vi sono alcuni fattori che favoriscono l’insediamento, la diffusione e la sopravvivenza delle blatte all’interno degli edifici.

PRINCIPALI SPECIE DI BLATTE

Blatta Orientalis
È la specie più comune nelle case, dove penetra attraverso le condotte di scarico dei lavandini e delle bocchette di immissione rifiuti lungo le colonne delle spazzature.
Il maschio ha le tegmine e le ali ben sviluppate, mentre la femmina ha solo due brevi abbozzi di tegmina.
La femmina può produrre circa 8 oteche con 12-20 uova. Le oteche vengono depositate entro due giorni i n zone con abbondante cibo. Lo sviluppo sessuale avviene lentamente.
Il colore e bruno tendente al nero, molto vorace ed onnivora.
Anche in questa specie le oteche sono suscettibili di deterioramento, attacchi di funghi e perfino utilizzate come alimento nei casi di scarsità prolungata di cibo.
Sono meno prudenti e più lente delle altre specie. Inoltre sono sensibili alla mancanza di acqua, per questo amano i luoghi freschi e umidi. Vivono spesso nelle cantine e negli scarichi fognari, dietro le tubazioni.
Per il monitoraggio, in caso di basse infestazioni, sono sempre indispensabili le trappole collanti ai feromoni.

Blattella Germanica
Il colore è giallognolo-bruno, con due strisce longitudinali bruno nere sul pronoto. Entrambi i sessi  possiedono ali ben sviluppate, che in genere usano quando vengono disturbati.
Questa specie ha la capacità di arrampicarsi sulle pareti lisce e verticali, grazie a delle particolari strutture presenti nelle zampe (pulvilli).
Le femmine, nella sua vita, produce da 4 a 8 oteche contenenti 30-40 uova, che in condizioni buone schiudono in 15-20 giorni. Lo sviluppo postembrionale è, in laboratorio, a 30°, di circa 40 gg (da Suss, 1990).
Vive e si sviluppa in posti scuri con alta umidità, preferibilmente su superfici porose (carta, legno, ecc.) con cibo facilmente disponibile. Queste zone sono “marcate” con feromoni presenti nelle feci (ogni specie produce un differente feromone).
Il risultato finale e che si trovano residui di feci attorno e dentro fessure, in soffitti di legno, motori di refrigeratori, lavastoviglie, fornelli, bollitori, macchine da caffè.
La ricerca va quindi eseguita in queste aree ad alta umidità (cucine e bagni), ricercando individui vivi, esuvie, residui fecali e oteche.

Supella Longipalpa
Molto simile alla Blattella, dalla quale si differenzia per la mancanza delle due macchie brune longitudinali sul pronoto. Il colore e giallognolo-rossastro, antenne lunghe una volta e mezzo il corpo, pronoto con bordi laterali translucidi, tegmine giallo ruggine con due macchie rossastre presso la base.
Le oteche contengono circa 14-uova, e vengono incollate sotto mobili, dietro cornici, pareti e soffitti. Una femmina depone circa 14 oteche. Le ninfe raggiungono la maturità in circa sei mesi. Il maschio se disturbato, facilmente vola via.
A causa del lungo periodo necessario per giungere alla maturità sessuale, il potenziale di infestazione è minore rispetto alla Blattella. Inoltre, poiché le oteche sono fissate dopo la formazione, risultano facilmente suscettibili di essicamento, attacco di funghi e altri fattori di deterioramento.
Questa specie vive e cresce in luoghi con temperature abbastanza alte, e richiedono poca umidità. Si trovano spesso a media altezza, dietro scaffali, mensole, quadri, vicino ai motori degli elettrodomestici, timer e televisori.
Per le ispezioni sono molto utili le trappole.

Periplaneta Americana
Cosmopolita, colore ferrugineo, pronoto leggermente giallognolo lungo il margine, che chiude un’area centrale marrone scuro. Dimensioni notevoli, ali ben sviluppate (nel maschio più lunghe dell’addome, nella femmina di pari lunghezza). Raramente vola.
Le oteche contengono circa 14 uova , lasciate cadere vicino a fonte di nutrimento o in crepe. Le uova schiudono in circa due mesi, e raggiunge la maturità con 13 mute in circa 6 mesi. La  femmina può produrre 12-14 oteche. Il potenziale della specie è alto, se non viene frenato dal freddo invernale.
S riscontra preferibilmente in zone buie e umide, attorno ai tubi dei bagni, scarichi delle fognature e in luoghi dove si conservano derrate alimentari. Sono ghiotte di liquidi in fermentati, e sono rinvenute anche in bottiglie di birra semivuote. Un mezzo per la cattura, è quello di utilizzare trappole con al centro del pane inzuppato di birra come attrattivo.
E’ più frequente nel meridione d’Italia, specie nelle città portuali.

NUOVE STRATEGIE DI LOTTA ALLE BLATTE

Le infestazioni di blatte negli ambienti domestici comportano gravi rischi di natura igienico-sanitaria. Questi fastidiosi insetti, noti anche come scarafaggi, che prediligono ambienti umidi, come  ad esempio fognature o scantinati, dove spesso si riscontra la presenza di Blatta orientalis, possono essere vettori di un grande varietà di batteri patogeni e altri parassiti. Ciò è dovuto al fatto che essendo pressoché onnivori possono venire facilmente a contatto con rifiuti di vario genere, escrementi o altre sostanze potenzialmente infette che quindi trasportano nelle nostre abitazioni, dove penetrano  in cerca di cibo e rifugi. Inoltre, possono essere causa di disturbi allergici e asma.
L’aumento delle preoccupazioni per la salute umana legate all’impiego di insetticidi negli ambienti domestici o civili/pubblici, ha stimolato l’uso di strategie di gestione delle infestazioni che possono essere integrate fra loro per ridurre il carico di prodotti chimici e i rischi di insorgenza di fenomeni di resistenza negli insetti bersaglio dei trattamenti: queste strategie sono conosciute come IPM (integrated pest management). Una corretta e moderna strategia di lotta alle blatte deve comprendere tre distinte fasi: la prevenzione, la lotta diretta e il monitoraggio, volto a mantenere la situazione sotto controllo.

L’uso delle esche in gel

La lotta diretta alle blatte in ambiente domestico ha subito alcuni cambiamenti negli ultimi anni passando da un uso predominante di insetticidi spray o liquidi all’uso di esche; ciò è accaduto per l’aumento di consapevolezza del minor rischio per la salute tramite l’uso di esche, le quali vengono applicate in modo localizzato e agiscono per ingestione solo sull’insetto bersaglio del trattamento, risultando più sicure  dei trattamenti  convenzionali.
Per le loro caratteristiche fisiche e per il fatto che non vi è dispersione di principi attivi insetticidi nell’ambiente, le esche possono essere impiegate in ambienti domestici abitati, nonché in locali dove si manipola cibo quali cucine, mense, ristoranti, ospedali, o industrie alimentari; inoltre, si può intervenire anche su apparecchiature elettroniche, scatole di derivazione elettrica ecc., punti nei quali spesso si annidano le blatte ma dove risulta impensabile trattamenti con prodotti liquidi o spray.

Biocidi formulati in gel

Come per le convenzionali esche insetticide l’utilizzo di formulati gel prevede, a differenza delle altre forme di lotta, che siano le blatte a trovare attivamente e consumare il prodotto. Ciò è sostanzialmente molto differente rispetto a quanto avviene con prodotti spray e liquidi, dove l’insetto semplicemente percorre o sosta nelle zone trattate con l’insetticida. Pertanto,  sebbene l’efficacia del principio attivo e la sua eventuale repellenza siano fattori molto importanti che influiscono sulla performance di una esca o di un formulato gel, il potere attrattivo delle sostanze presenti nella base del formulato ha un’importanza ancora maggiore.
L’utilizzo di prodotti formulati in gel consente di diminuire le quantità di principio attivo insetticida applicato nell’ambiente, evitando anche gli effetti secondari di repellenza caratteristici di alcuni insetticidi o la presenza nell’ambiente trattato di odori sgradevoli e persistenti causati dall’impiego di formulati in emulsione concentrata (e pertanto ricchi di solventi). Si tratta per lo più di insetticidi inodori che vengono incorporati in una base di gel alimentare, spesso resa particolarmente appetibile con l’aggiunta di altri attrattivi.
I formulati gel vengono applicati in forma di gocce mediante una pistola dosatrice di precisione: la cartuccia contenente il prodotto viene innestata e il gel viene dispensato con l’ausilio di numerosi accessori (puntali in plastica o acciaio inox, prolunghe, illuminatore) che permettono di raggiungere facilmente anche punti nascosti e di deporre il gel stesso in fessure o crepe sottili.
Il trattamento può essere effettuato con sicurezza anche in presenza di persone e animali domestici. Il biocida formulato in gel contiene al suo interno un principio attivo insetticida ad azione non fortemente abbattente: l’insetto cioè non muore appena ha consumato il prodotto ma soltanto alcune ore più tardi, dopo essere tornato nel proprio rifugio. Poiché un tipico comportamento degli scarafaggi è quello di nutrirsi dei cadaveri e degli escrementi di altri individui della propria specie, anche le blatte che sono venute a diretto contatto con l’esca in questo modo la assumono e muoiono creando un effetto “a cascata” che prolunga l’attività dell’insetticida.

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